La macrofotografia – i fondamentali

Foto

Non molto tempo fa, fotografare in macro richiedeva una serie di accessori, a volte anche molto costosi, come tubi di prolunga, invertitori, obiettivi appositi, che non erano alla portata di tutti i fotoamatori.

Adesso, l’avvento delle fotocamere digitali, è stato portatore di buone nuove per chi non può permettersi di sborsare cifre esorbitanti per dilettarsi nel fotografare insetti, minerali e quant’ altro di piccolo c’è a portata di mano.

Non c’è nulla di più soddisfacente di riuscire a riprendere particolari che ad occhio nudo non riusciresti a vedere, bellissime zampette di ragno, dettagli delle ali di un insetto, singoli atomi di carbonio, va bene ho esagerato.

Fatto sta che la fotografia macro ha un suo fascino tutto particolare, se sarete pazienti e riuscirete ad impostare focale, tempi e messa a fuoco corretti, la soddisfazione che ne trarrete dal risultato sarà davvero impagabile.

Si potrebbe pensare che solo le fotocamere digitali di fascia alta possano scattare fotografie macro, in realtà la funzione macro è presente anche su macchine digitali compatte da qualche centinaia di euro, ovviamente il risultato ottenuto non sarà comparabile, ma se avete una compattina e spulciate tra il menù magari potreste trovare l’opzione e fare qualche scatto di prova per rendervi conto di cosa stiamo parlando.

Definizione di macrofotografia

Nell’era della pellicola la macrofotografia aveva questa definizione: si ci riferisce a fotografie macro, quando il soggetto ripreso ha un rapporto di 1:1 o maggiore con l’immagine impressa sulla pellicola.

In pratica, la vecchia pellicola 35 mm aveva dimensioni 24×36 mm, quindi la ripresa di un insetto o quant’altro avrebbe dovuto occupare quasi metà pellicola per rientrare nel mondo del macro.

Nella macrofotografia si parla di Rapporto di riproduzione (R/R) o di Rapporto di ingrandimento, vi interesserà sapere che in inglese il termine usato è Magnification.

Nel mondo digitale rendiamoci conto che questa definizione è applicabile in questa forma solo alle DSLR a formato pieno. Per tutte le altre, APS-C ( 25,1 × 16,7 ) e compatte digitali, che hanno un sensore di grandezza non pari alla vecchia pellicola 35mm, la definizione si va a far benedire ed entrano in gioco tutta una serie di considerazioni che non siamo qui ad elencare poiché molto noiose.

In pratica, nel mondo digitale la macro fotografia si ha quando si riescono a riprendere a distanza ravvicinata i dettagli di un soggetto molto piccolo con una resa di qualità elevata.

Il mettere a fuoco un soggetto significa posizionare alla giusta distanza dal sensore la lente dell’obiettivo. Per soggetti posizionati a distanze elevate, tecnicamente all’infinito, la distanza tra il sensore e la lente è minima, per soggetti più vicini, come i ritratti di persone, la lente viene posizionata ad una distanza maggiore dal sensore per mettere a fuoco.

Nella fotografia macro si parla di soggetti molto piccoli, quindi la lente deve essere posizionata molto vicino al soggetto e lontano dal sensore.

Curiosità e cose da sapere

Prima parlavamo di fotocamere compatte che danno la possibilità di scattare fotografie macro, queste riescono a farlo poiché riadattano la posizione delle lenti dell’obiettivo per riuscire nella messa a fuoco di soggetti ravvicinati, tutto questo all’oneroso prezzo di non poter più controllare tempi di esposizione e diaframmi.

Quindi se avete provato a scattare con la vostra compattina qualche macro e vi sentite incuriositi adesso è il momento di metterla da parte e passare a fare sul serio.

Perchè è così importante avere il controllo sui tempi e sul diaframma? Chiudendo il diaframma si eliminano le aberrazioni e si ottiene una maggiore profondità di campo, però chiudendolo troppo si andrà incontro al fenomeno della diffrazione ( è un fenomeno fisico quindi non dipende dagli obiettivi ), quindi deve essere scelto un diaframma ottimale a seconda dei casi e del rapporto di ingrandimento. In generale è sconsigliato scendere al di sotto del f/5,6 e non andare oltre al f/16.

Al passo con i diaframmi viaggiano sempre i tempi di esposizioni, che con un diaframma chiuso devono essere abbastanza lenti, ovviamente a seconda della luce che colpisce il soggetto, e se sono più lenti, di 1/60 di secondo, è necessario attrezzarsi di un treppiedi se l’ambiente ed il soggetto ve lo permettono, anzi in realtà questa pratica è consigliata in praticamente tutti i casi.

A questo punto è chiaro che per fotografare seriamente in macro è necessario avere una DSLR, ovvero una fotocamera reflex digitale, con obiettivo adatto per la macrofotografia, anche se guardando in giro si potrebbero trovare alcune compatte che danno la possibilità di gestire tempi e diaframmi anche in modalità Macro.

Distanza dal soggetto ed obiettivo

Per ottenere un rapporto di riproduzione pari o superiore ad 1:1 è necessario avvicinarsi il più possibile al soggetto, cosa non sempre facile quando si parla di soggetti animati come gli insetti, quindi la scelta dell’obbiettivo da usare è molto importante.

Gli obiettivi macro partono da una focale di 50mm fino ad arrivare ai 360mm, una scelta ottimale è scegliere una focale di 100/105mm che permette di posizionare la lente a 14cm dal soggetto, queste sono anche le più diffuse.

Alcune case mettono a disposizione obiettivi macro stabilizzati, in modo da dare la possibilità dell’uso di tempo relativamente lenti e quindi una maggiore luminosità. Il tenere la fotocamere ferma è un fondamentale della macrofotografia dato che anche il micromosso potrebbe essere visibile sull’immagine data la grandezza del soggetto.

C’è da stare attenti anche riguardo l’ombra che voi stessi o la fotocamera potrebbe proiettare sul soggetto, quindi posizionatevi in modo da evitare quest’errore.

Profondità di campo

La profondità di campo è forse uno dei tratti più caratteristici della fotografia macro, in generale consigliamo di mantenere la messa a fuoco in manuale poiché la differenza tra un soggetto correttamente a fuoco ed uno fuori fuoco è davvero questione di millimetri.

Si deve tentare di concentrarsi sul particolare principale da fotografare e cercare di metterlo su un piano parallelo a quello del sensore, la messa a fuoco va controllata dal display della fotocamera avvalendosi anche della funzione zoom qualora se ne sentisse la necessità.

E’ buona norma scegliere uno sfondo lontano in modo che risulti molto sfuocato e non disturbi il soggetto principale che a sua volta presenterà parti fuori fuoco.

Illuminazione

Ad essere fortunati ci potrebbe bastare l’illuminazione naturale che illumina il soggetto per avere un’ottima resa, qualora non fosse sufficiente dovremmo attrezzarci con flash esterni che illuminino il soggetto ed il suo sfondo, questa magari è una pratica un pò più da professionisti che da appassionati dalla fotografia.

Un’espediente da poter mettere in pratica è l’utilizzo di pannelli riflettenti per convogliare luce naturale nei punti in cui vi serve. In generale però sarebbe consigliato lavorare con la luce dell’ambiente per ottenere scatti quanto più naturali possibili.

Lo scatto

Una volta che avete impostato tutto non c’è altro da fare che scattare e vedere cosa ne vien fuori. L’ultimo nostro consiglio è quello di non utilizzare il pulsante presente sulla fotocamera ma un telecomando o l’autoscatto, questo perché toccando la fotocamera potremmo generare del micromosso, ovviamente stiamo ipotizzando l’utilizzo di un treppiedi.

Conclusione e suggerimenti

Non abbiamo voluto annoiarvi con troppi tecnicismi poiché pensiamo che per iniziare bastino i fondamentali, poi tutto il resto è bello scoprirlo da soli, soprattutto al giorno d’oggi dove per guardare il risultato non c’è bisogno di aspettare lo sviluppo del negativo, quindi gli errori possono essere corretti al volo e lo scatto ripetuto per una migliore resa.

Le bellissime foto che vi abbiamo proposto in questo articolo sono presenti sul sito di sharing Flikr. Abbiamo preimpostato per voi una ricerca delle sole macrofotografie, questo poichè Flickr ci mette a disposizione tutte una serie di informazioni molto utili riguardo lo scatto, in particolare: fotocamera usata, tempi, diaframmi e focale; cliccando sulla fotografia sarete linkati alla pagina dei dettagli dove, qualora l’utente le abbia messi a disposizione, troverete anche le info di cui parlavamo.