Raccontare una storia: 7 consigli per i vostri video

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Ecco i 7 consigli per creare un video che sia un buon prodotto filmico. Raccontare una storia attraverso la creazione di video con un sistema infallibile.

Una delle regole più sacre nel mondo della scrittura è l’espressione “Show, don’t tell”.

Si dice che anche nel mondo letterario questa regola sia ormai decaduta con la pubblicazione di Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, quasi cinquant’anni fa.

Senza addentrarci in questo campo che a noi non compete, ci sentiamo solo di rifiutare nella maniera più assoluta questa regola per quanto riguarda una creazione filmica, anzi, facciamo di più e la ribaltiamo secondo le nostre esigenze.

Ecco quindi il primo grande consiglio:

1 – “Tell, don’t show”

Raccontate, raccontate e raccontate, senza stancarvi mai: non fate semplici rappresentazioni, ma date un senso alle vostre immagini. Solo attraverso il montaggio le immagini da morte tornano ad essere immagini vive. Lì, sulla timeline tutto rifiorisce.

2- Costruisci un solido background

Mettersi davanti ad un monitor cercando di far rinascere quelle immagini morte significa entrare in una condizione quasi mistica, in cui voi registi andrete in cerca del vostro inconscio. Sono e saranno sempre momenti magici. Senza rendervene conto il film dentro di voi si è già costruito, dovrete solo essere capaci di rappresentarlo e stenderlo sulla vostra timeline.

Per arrivare a questo punto è necessario passare attraverso diverse fasi, la prima è quella di costruire un background solido, ma ancora molto grezzo. Sarà la colonna portante del vostro film, sarà il blocco di marmo da cui nascerà la vostra statua.

Piano piano prenderà forma qualcosa che continuerete a vedere annebbiato, ma continuate a crederci e non mollate: solo così riuscirete a creare un prodotto che avrà un senso logico e sarà lineare, proprio come ve lo eravate immaginato segretamente.

3 – Lascia aperta la macchina

Finora, con i consigli, ci siamo concentrati più sulla post-produzione che sulla produzione vera e propria: quei momenti sul campo che ci piacciono tanto in cui si scatta, si fanno riprese e si tentano gli effetti più strani.

Ognuno ha il suo modo di lavorare e organizzare il lavoro sul set, sia che questo sia più o meno strutturato e preparato. Storyboard o semplice scaletta sono le basi che ormai conosciamo tutti (a nostro modo di vedere/lavorare modelli quasi mai ben delineati, ma spesso più fusi e interconnessi assieme).

Il consiglio che più di altri vogliamo darvi per la fase di produzione è quello di lasciar aperta la vostra macchina da ripresa il più possibile. Qualche secondo oltre la fine dell’intervista, qualche secondo in più al soggetto scomparso all’orizzonte.

Magari avrete sprecato qualche bit di memoria della vostra card, ma probabilmente riuscirete a cogliere dettagli che vi erano sfuggiti, potrebbero fare la differenza e arricchirete il vostro video con qualcosa in più e unico.Siamo convinti che non esistano immagini, riprese o fotografie perfette.

La perfezione spetta alla realtà e forse neanche a quella. Esistono sì immagini e riprese necessarie e con l’avvento del nuovo millennio si sono moltiplicate le possibilità di catturarle. Noi lo sappiamo, i vostri spettatori lo sanno.

Ecco quindi che in contesti particolari, estremi magari, anche una ripresa imperfetta, sporca, è accettata. Potremmo anche osare, affermando che proprio quella ripresa darà un valore aggiuntivo al filmato perché ci mostrerà un contesto che forse con le tecnologie di qualche anno fa non era neppure pensabile riprendere.

Il tutto deve essere impacchettato in una confezione bella e pulita: il nostro scopo (ricordate?) è quello di raccontare una storia, ma una scena sporca inserita in un insieme di riprese belle e professionali è qualcosa di virtuoso: ci fa vedere e sentire la storia non come è scritta, ma come il regista l’ha vissuta.

4 – Leggi libri, parla con la gente

E’ questa una delle regole d’oro per aumentare la vostra creatività. Lauren Beukes autore del romanzo noir di fantascienza Zoo City, afferma: “Non ho molta pazienza per gli autori che sono troppo pigri per fare ricerca… Cultura, razza, sessualità e lingua sono elementi che modellano le nostre esperienze.

L’unico modo per rendere un’esperienza credibile è effettuare delle ricerche, attraverso i libri o documentari o, più importante ed ovvio, parlando con la gente.

“Cos’altro aggiungere quindi, affrettatevi…

5 – Trasforma i rumori in musica

Non è assolutamente vero che la musica fa il film. Anzi, bisogna imparare a detestare la musica inserita sotto le immagini senza alcuna connessione tra loro.

Personalmente, adoriamo sfruttare i rumori, spesso lasciamo che siano solo quelli a parlare. I suoni ambientali (anche se ricostruiti a tavolino) creano un’emozione molto più coinvolgente. Il nostro senso dell’udito è molto più forte di quello della vista, lavora a 360° e sfruttarlo al meglio senza anestetizzarlo con una musica a tappeto, ma stimolarlo con effetti sonori particolari saprà valorizzare davvero il vostro film.

6 – L’importanza di un buon intro

Come vi avevamo già accennato, il vostro video è come un regalo, ovvero deve essere impacchettato in una confezione bella e pulita, che sia degna del regalo che sta all’interno.

Sembra una banalità, ma se volete fare un regalo importante alla vostra moglie/fidanzata, magari uno splendido anello luccicante, non lo impaccheterete di certo in una carta marrone per anonime spedizioni postali.

Farete un bel fiocco, magari di color azzurro Tiffany, corredato da un toccante bigliettino che vi avrà tenuti impegnati qualche ora e avrà causato tremori incontrollati alla vostra mano nel tentativo di scrivere le parole giuste. Inutile negarlo, queste sono le semplici regole dell’interazione umana, le basi della comunicazione.

Il vostro video è proprio quell’anello luccicante, solo che invece di regalarlo ad una sola  fortunata donna, lo donerete a migliaia, magari milioni, di amanti. Pensate alla fortuna che avete…

7 – L’intro quindi sarà il vosto pacchetto: affiocchettatelo…

Chi schiaccerà il tasto play del vostro film deve avere fin da subito un buon motivo per star attaccato allo schermo (deve emozionarsi e cascare ai vostri piedi, per continuare con la similitudine): i primi trenta secondi saranno i più importanti e in questi trenta secondi voi dovrete essere abbastanza bravi da tener loro lì davanti alla vostra creazione, è il vostro scopo, il motivo per cui avrete faticato tanto.

Buone creazioni…